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Vertice nella Capitale tra il Governatore e i leader del centrodestra. Sul tavolo la staffetta in Fratelli d’Italia e gli equilibri di metà mandato. Pallante resta a capo del Consiglio.
CAMPOBASSO / ROMA – Il giro di boa della legislatura Roberti passa per le stanze romane. È in programma nella tarda serata di oggi il tanto atteso summit tra il Presidente della Regione, Francesco Roberti, e i vertici nazionali del centrodestra per ridisegnare l'assetto della Giunta molisana. Un incontro decisivo che dovrà stabilire chi siederà nelle poltrone del comando per i prossimi due anni e mezzo.
L'appuntamento arriva dopo una prima certezza: la blindatura di Quintino Pallante (FdI) alla presidenza del Consiglio regionale, una casella che non si tocca e che garantisce stabilità all'assemblea di via IV Novembre.
Il piatto forte della serata riguarda la delegazione dei meloniani. Gli accordi stretti all'indomani del voto, sotto la supervisione del "dominus" dell'organizzazione nazionale Giovanni Donzelli, prevedevano un avvicendamento a metà percorso.
L'uscita: Dopo un avvio di mandato da protagonista, Michele Iorio potrebbe lasciare il posto in giunta.
L'entrata: Al suo posto scalda i motori il consigliere Armandino D’Egidio, pronto a raccogliere il testimone nell'esecutivo secondo i patti pre-elettorali.
Il vero interrogativo che agita il sonno della maggioranza è se la staffetta in FdI sarà l'unica mossa o se si aprirà un effetto domino su altre deleghe.
Il sottosegretario: Salvo sorprese dell'ultima ora, la posizione di Vincenzo Niro sembra essere fuori dal rimescolamento e destinata alla conferma.
Gli equilibri: Roberti punta a una transizione rapida per evitare che il dibattito sui nomi rallenti l'azione amministrativa, ma il verdetto finale spetta ai tavoli romani. Roma dirà se il Molise può procedere spedito o se il rimpasto lascerà strascichi e malumori. Il Governatore Roberti spera di tornare da via della Scrofa con una "fumata bianca" nitida, necessaria per affrontare la seconda metà della consiliatura senza il freno a mano tirato dei veti incrociati.






