I dati ISTAT confermano: nascite ai minimi storici, ma l’offerta di servizi per l’infanzia resta un miraggio. La CGIL lancia l’allarme: «PNRR in forte ritardo, futuro a rischio».

CAMPOBASSO – In Molise si nasce sempre meno, ma paradossalmente trovare un posto all'asilo nido resta un’impresa. È il quadro a tinte fosche che emerge dall’ultimo report ISTAT (febbraio 2026) sull’offerta educativa per la prima infanzia 2023/2024. Nonostante la platea dei bambini da 0 a 2 anni si stia assottigliando per effetto della denatalità, la regione non riesce a garantire il diritto minimo all'istruzione precoce, restando inchiodata sotto i parametri europei.
Il Molise continua a guardare dal basso i target fissati da Bruxelles. Mentre il traguardo del 33% (che doveva essere raggiunto già nel 2010) resta per molti comuni un'utopia, la nuova asticella del 45% fissata per il 2030 appare oggi irraggiungibile.
«Siamo di fronte a una disuguaglianza territoriale cronica — denuncia la CGIL Abruzzo Molise — che vede la nostra regione tra le otto peggiori d'Italia per rapporto tra posti disponibili e popolazione infantile».
Oltre alla carenza strutturale, c'è lo scoglio economico. I costi delle rette, nonostante i bonus nazionali, rimangono proibitivi per molti nuclei familiari. Questo si traduce in un danno diretto all'occupazione femminile, già fanalino di coda in Europa.
Lavoro e Cura: Senza nidi accessibili, le madri sono spesso costrette a rinunciare alla carriera.
Settore Rosa: Il potenziamento dei nidi creerebbe lavoro proprio in un settore a forte prevalenza di manodopera femminile.
Il dato più allarmante riguarda le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In Molise, i cantieri per nuovi asili sembrano paralizzati:
Fondi allocati: circa 60 milioni di euro.
Spesa effettuata: solo il 39,6% (dati REGIS, ottobre 2025).
Opere completate: appena il 10,7%. Con la scadenza di giugno 2026 per i collaudi, il rischio di perdere i finanziamenti e restare senza strutture è ormai concreto. «Il Governo parla di natalità, ma mancano politiche strutturali», accusa il sindacato. Se da un lato si promuovono bonus una tantum, dall'altro manca la visione per costruire un sistema educativo solido. Senza un'inversione di rotta immediata, il Molise rischia di restare intrappolato in un circolo vizioso: meno servizi portano a meno lavoro, e meno lavoro accelera la fuga dei giovani, svuotando definitivamente le culle.






