Una folla immensa e silenziosa ha riempito la chiesa di Sant'Agata per l'ultimo saluto alla 20enne scomparsa sulla Statale 17. Monsignor Cibotti: «Parole difficili davanti a un destino così crudele».

CASTELPIZZUTO (IS) – Il silenzio di Castelpizzuto oggi non era assenza di suoni, ma un peso sul petto. Centinaia di "ombre silenziose" – come sussurrato tra i banchi – hanno risalito le strade del borgo per raggiungere la chiesa madre di Sant’Agata. Erano lì per lei, per Silvia, la ragazza che con la sua determinazione e quel sorriso contagioso era diventata il motore allegro di una comunità intera, dei colleghi dell'Università e di un gruppo di amici che oggi si scopre improvvisamente orfano.
La rassegnazione non abita qui. Tra la folla, il sentimento dominante non è la pace, ma il rancore sordo verso un destino che ha deciso di spezzare una vita a soli vent'anni su un tratto d'asfalto della Statale 17.
Il dolore: Quello che non fa rumore, ma che – come dicono i volti rigati dal pianto – "ti spacca l'anima".
Il vuoto: Silvia non era solo una studentessa, era l'esuberanza fatta persona, un progetto di futuro cancellato in un istante.
Ad attendere il feretro sul sagrato, quasi a voler proteggere quel "fiore stroncato", c'era il vescovo di Isernia-Venafro, monsignor Camillo Cibotti. Nella penombra della chiesa, le parole dell'omelia hanno cercato di farsi strada tra i singhiozzi:
«L'annuncio della resurrezione ci dice che Silvia vivrà ancora», ha ricordato il presule, pur ammettendo implicitamente quanto sia arduo far vibrare le promesse del Vangelo quando il vuoto è così profondo e la ferita ancora così sanguinante. Prima che la bara lasciasse la chiesa, sono stati i suoi amici a prendere la parola. Messaggi brevi, spezzati dall'emozione, per ricordare le corse all'università, le risate e quella voglia di spaccare il mondo che Silvia portava con sé.
Castelpizzuto si è fermata, ma il ricordo di quella ragazza "determinata" resterà vivo nei racconti di chi, da oggi, dovrà imparare a camminare senza il suo sorriso a fare da luce.






