A soli quindici giorni dal furto, il Preside D’Ambrosa e il team tecnico ripristinano l'aula di informatica. I computer trasferiti dalla sede centrale per non fermare la didattica.

MONTERODUNI (IS) – La risposta alla "sottocultura dell'illecito" è arrivata veloce, concreta e silenziosa. A circa due settimane dal raid notturno che aveva lasciato il plesso scolastico di Monteroduni senza computer e con i sogni tecnologici a pezzi, l’Istituto Omnicomprensivo ‘Antonio Giordano’ ha riacceso i monitor.
Il laboratorio di informatica, devastato dai ladri che avevano trafugato dodici PC nuovi di zecca, è di nuovo operativo. Un miracolo di efficienza coordinato in prima persona dal Dirigente Scolastico, il professor Marcellino D’Ambrosa, con il supporto operativo degli assistenti tecnici guidati da Giovanni Cuculo.
Per non permettere ai vandali di vincere e per garantire il diritto allo studio, la scuola ha attuato una vera e propria manovra d'emergenza:
Il Trasferimento: Le attrezzature sono state prelevate dalla sede centrale di via Maiella a Venafro e trasferite nella sede di via Italo Balbo a Monteroduni.
Obiettivo raggiunto: Nessuna interruzione per le lezioni digitali previste dal piano dell'offerta formativa.
«Non potevamo aspettare – ha commentato con fermezza il Preside D’Ambrosa – abbiamo voluto restituire ai ragazzi ciò che era stato loro tolto con uno sfregio al bene comune».
Il furto aveva sollevato un'ondata di sdegno tra Venafro e Monteroduni, specialmente perché si trattava del secondo episodio in un anno. Tuttavia, lo sconcerto si è trasformato in senso di appartenenza.
Solidarietà: La Consulta provinciale degli studenti ha avviato una raccolta fondi per acquistare nuovi dispositivi e potenziare ulteriormente l'aula.
Sinergia istituzionale: Il dirigente ha rivolto un ringraziamento all’Amministrazione comunale di Monteroduni per la vicinanza dimostrata nelle ore più buie. Il ritorno alla normalità tra i banchi di via Italo Balbo non è solo una notizia di cronaca scolastica, ma un segnale politico e sociale: la scuola non arretra. Mentre gli inquirenti proseguono le indagini per risalire agli autori del furto, gli studenti hanno ripreso a cliccare, studiare e progettare il loro futuro.






