I Commissari Bonamico e Di Giacomo firmano il decreto per contrastare l'emergenza organico. I professionisti con titoli esteri potranno lavorare negli ospedali molisani in attesa del riconoscimento ministeriale.

CAMPOBASSO – In una sanità regionale che fatica a trovare camici bianchi, la soluzione arriva (ancora una volta) dall'estero. I commissari alla sanità del Molise, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, hanno ufficializzato una proroga strategica: il personale sanitario in possesso di titoli di studio conseguiti fuori dai confini nazionali potrà continuare a operare nelle strutture pubbliche (ASReM) e private accreditate fino al 31 dicembre 2029.
La misura serve a garantire la continuità dei servizi essenziali, permettendo a medici e infermieri non ancora in possesso del riconoscimento ufficiale del Ministero della Salute di restare in corsia.
Il decreto stabilisce che questa deroga resterà valida fino a quando non verrà approvata una disciplina definitiva e uniforme da parte della Conferenza Stato-Regioni. Si tratta di un paracadute normativo fondamentale per evitare il collasso di reparti già ridotti all'osso.
I punti chiave della procedura:
Aggiornamento costante: La Direzione Generale della Salute curerà un elenco regionale dei professionisti, che verrà aggiornato con cadenza trimestrale.
Controlli rigorosi: Non si tratta di un "passaggio libero". Ogni candidato dovrà superare un'istruttoria volta a verificare la correttezza della domanda e, soprattutto, la congruità del percorso formativo svolto all'estero.
Destinatari: La norma si applica sia alle strutture pubbliche che a quelle sociosanitarie e private autorizzate. La scelta di estendere questa possibilità fino al 2029 evidenzia quanto la carenza di personale in Molise sia considerata un problema di lungo periodo. Se da un lato l'integrazione di professionisti stranieri rappresenta una risorsa vitale per tenere aperti i reparti, dall'altro conferma la cronica difficoltà del sistema regionale nel coprire i posti vacanti tramite i canali concorsuali ordinari.
Resta ora da capire come verrà gestita la formazione linguistica e l'integrazione clinica di questi professionisti per garantire standard qualitativi omogenei su tutto il territorio.






