Maxi-indagine dei Carabinieri su un centro di formazione nazionale: rilasciati certificati irregolari in tutta la provincia. L'inchiesta nata dai controlli anti-caporalato.

BOJANO / CAMPOBASSO – Un sistema di certificazioni "facili" che metteva a rischio la vita dei lavoratori nei campi e nei cantieri. È quanto emerso da una complessa indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Campobasso e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Bojano, insieme agli specialisti del Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.).
Al centro dell'inchiesta, che vede 12 persone indagate, c'è un centro di formazione accreditato a livello nazionale accusato di aver rilasciato una pioggia di attestati non conformi alla legge o totalmente falsi, violando i pilastri del Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro.
L'allarme degli inquirenti riguarda la delicatezza delle abilitazioni concesse senza il rispetto degli standard formativi. Tra i titoli ritenuti più pericolosi figurano:
Addetti antincendio: Certificazioni che dovrebbero garantire la capacità di gestire emergenze, risultate prive di reale valore formativo.
Patenti per trattori: Abilitazioni alla guida di mezzi agricoli rilasciate impropriamente, con il rischio concreto di incidenti gravi durante l'utilizzo dei macchinari.
L'inadeguatezza di questa formazione, secondo l'accusa, avrebbe potuto compromettere l'efficacia dei soccorsi e la sicurezza quotidiana in numerose aziende molisane operanti in diversi comparti produttivi.
L'attività investigativa non è nata per caso, ma si è sviluppata nell'ambito dei controlli disposti dal Comando Generale dell'Arma per il contrasto al fenomeno del caporalato in agricoltura.
Attraverso analisi documentali e verifiche mirate in tutta la provincia di Campobasso, i militari di Bojano e del N.I.L. hanno ricostruito un quadro definito "allarmante" sotto il profilo della legalità. Il sistema permetteva alle aziende di mettersi in regola "sulla carta" risparmiando sui costi e sui tempi della vera formazione, a discapito della tutela fisica dei dipendenti. Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte vige il principio di presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna. Il materiale raccolto dai Carabinieri passerà ora al vaglio dei magistrati per determinare le responsabilità individuali in questo sistema che minava la prevenzione nei luoghi di lavoro.






