Tecla Boccardo contesta i tagli al Piano Operativo: «La salute non si cura con la calcolatrice». Il 12 marzo a Campobasso la proposta di una "corsia preferenziale" per i pazienti più vulnerabili.

CAMPOBASSO – «La salute non si può curare con la calcolatrice e i tagli, perché dietro ogni freddo indicatore del Piano Operativo Sanitario ci sono persone in carne ed ossa». Esordisce con queste parole Tecla Boccardo, segretario della Uilp Molise, in una nota durissima che scatta una fotografia impietosa del sistema sanitario regionale.
Al centro della denuncia del sindacato c'è la crescente disuguaglianza sociale che colpisce soprattutto la terza età: in Molise, secondo la Uilp, il diritto alla cura sta diventando un privilegio legato al reddito.
Nonostante il sindacato accolga con favore l'estensione degli screening oncologici fino a 70 anni — una storica battaglia della categoria finalmente recepita in regione — le ombre restano profonde.
Secondo Boccardo, i dati parlano chiaro: la povertà sottrae anni di vita.
Liste d'attesa: Chi ha disponibilità economica scavalca i tempi infiniti del pubblico rivolgendosi ai privati.
Rinuncia alle cure: I pensionati molisani, con redditi spesso al di sotto della media nazionale, sono costretti a scegliere tra la spesa e le visite specialistiche, rischiando diagnosi tardive e fatali.
Assistenza domiciliare: Nonostante i fondi del Pnrr, il servizio appare ancora frammentato e insufficiente per chi vive solo e non può permettersi il supporto di una badante.
Per invertire questa rotta, la Uil Pensionati presenterà una proposta definita "coraggiosa" durante il congresso regionale in programma il prossimo 12 marzo a Campobasso, alla presenza dei vertici nazionali del sindacato.
L'obiettivo è chiedere alla politica l'istituzione di una corsia preferenziale (fast-track) per l'accesso alle cure. La novità? La priorità non dovrebbe basarsi solo sulla gravità clinica, ma anche sulla vulnerabilità socio-economica del paziente, garantendo tempi certi a chi non ha i mezzi per curarsi altrove. Il congresso affronterà anche il dramma del "paziente sospeso": colui che, una volta dimesso dall'ospedale, si ritrova senza una rete di assistenza tra le mura domestiche. «Senza una connessione forte tra ospedale e domicilio — conclude Boccardo — gli anziani soli sono abbandonati a se stessi. Dobbiamo rimettere al centro la dignità della persona, trasformando le scelte politiche in una sfida di architettura sociale».






