Maxiblitz della DDA di Napoli contro le truffe informatiche: svuotati conti correnti in tutta Italia per finanziare il clan. Coinvolti imprenditori tra Italia e Spagna.

ISERNIA / NAPOLI – C’è anche la provincia di Isernia nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, che ha coordinato una vasta operazione contro un’organizzazione criminale specializzata in cyber-truffe finalizzate al sostentamento del clan dei Casalesi.
I militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, supportati dai comandi di Caserta e Milano, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per due imprenditori casertani attivi nel settore delle auto. Le accuse sono pesanti: associazione per delinquere e autoriciclaggio, con l'aggravante del metodo mafioso.
L'organizzazione operava con una struttura transnazionale tra l'Italia e la Spagna, utilizzando tecniche informatiche avanzate per ripulire i conti di ignari cittadini. Il modus operandi si divideva in due rami principali:
Ingegneria Sociale: Attraverso phishing (email), smishing (SMS) e vishing (false telefonate bancarie), le vittime venivano indotte a rivelare le proprie credenziali o a effettuare bonifici verso conti correnti "di passaggio" controllati dal gruppo.
SIM Swap: I truffatori riuscivano a duplicare fraudolentemente le schede SIM delle vittime. In questo modo intercettavano i codici OTP (One Time Password) inviati dalle banche via SMS, prendendo il controllo totale dell'home banking per svuotare i saldi con bonifici istantanei.
L'inchiesta, che conta complessivamente 24 indagati, ha ricostruito almeno 38 truffe per un valore di circa 800.000 euro. La parte più inquietante riguarda la destinazione di questo denaro:
Il 40% dei proventi veniva consegnato in contanti a esponenti dei Casalesi.
Le somme servivano per il sostentamento delle famiglie dei detenuti e per mantenere il controllo criminale sul territorio.
Parte dei capitali veniva "ripulita" attraverso l'acquisto di criptovalute per farne perdere le tracce.
Per raccogliere ulteriori prove e ricostruire la rete dei prestanome, le Fiamme Gialle hanno eseguito 21 perquisizioni locali. Oltre a Isernia, i controlli hanno interessato le province di Napoli, Caserta, Modena, Benevento e Potenza, colpendo sia abitazioni private che attività commerciali sospettate di fare da copertura al riciclaggio. L'operazione evidenzia come la criminalità organizzata stia spostando i propri interessi verso il mondo digitale. Gli inquirenti ricordano che nessun istituto di credito chiede codici di accesso o esecuzione di bonifici via telefono o SMS.







