L’analisi del Centro Studi Tagliacarne scatta la fotografia di una regione a due velocità: bene il Terzo settore e le assunzioni, ma preoccupa l'impennata della Cassa Integrazione (+131%).

CAMPOBASSO – Un Molise che resiste, ma che arranca sui mercati esteri e nell'innovazione. È questo il verdetto degli ultimi indicatori economici elaborati dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne. Attraverso l'infografica Dataview, emerge un quadro congiunturale complesso dove solo 4 indicatori su 10 superano la media nazionale.
Nonostante una lieve flessione del tessuto imprenditoriale, il territorio mostra segnali di vitalità inaspettati nel mercato della casa e nell'associazionismo, bilanciati però da forti tensioni nei comparti industriali più pesanti.
Il sistema produttivo molisano vive una fase di profonda trasformazione:
Flessione Imprese: Tra il 2024 e il 2025 le aziende attive sono diminuite dello 0,8% (dato peggiore del -0,4% nazionale).
Innovazione in crisi: Il dato più allarmante riguarda le start-up innovative, che crollano del 39,1% (contro il -2,5% dell'Italia), segnale di una difficoltà nel ricambio tecnologico.
Solidarietà dinamica: In controtendenza il Terzo Settore, che cresce dell'8,3% (superando il +6,7% nazionale), confermando il ruolo sociale e civile del volontariato locale.
Il mercato del lavoro molisano presenta un paradosso evidente tra domanda e stabilità:
Nuovi ingressi: Per il primo trimestre 2026 le imprese prevedono un aumento delle assunzioni dell'1,7%, mentre l'Italia frena al -2,9%.
Allarme Cassa Integrazione: A generare ansia è l'impennata delle ore di CIG, cresciute del 130,9%. Un dato mostruoso rispetto al +18,5% della media nazionale, che svela una sofferenza strutturale in alcuni settori chiave della regione.
I mercati internazionali voltano le spalle al Molise: nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni sono calate del 7,7%, in netta controtendenza con la crescita nazionale del 3,6%.
Sul fronte finanziario, le famiglie molisane scelgono la "difesa":
Depositi e Risparmio: Crescono del 3,8% (Italia +1,2%), segno che si preferisce tenere i soldi in banca per far fronte alle incertezze.
Credito: I prestiti alle imprese calano dello 0,9%, segnalando una maggiore difficoltà di accesso ai finanziamenti rispetto al resto del Paese.
La vera sorpresa positiva arriva dal mercato delle abitazioni. Il numero di compravendite in Molise è aumentato del 10,8%, superando la performance media italiana (+9,2%). Questo dato conferma che l'investimento immobiliare resta una priorità per i cittadini della regione, probabilmente trainato da una maggiore attrattività dei centri maggiori o dal recupero dei borghi.







