Depositata la copia forense del cellulare della vittima. L'avvocato Lorusso: «Se Andrea era già morto, chi ha usato il suo telefono?». Si attende l'autopsia di metà aprile.

LARINO (CB) – Il caso della morte di Andrea Costantini, il 38enne rinvenuto senza vita lo scorso settembre, si arricchisce di dettagli inquietanti che sembrano allontanare l'ipotesi di un gesto volontario e solitario. Le indagini difensive hanno portato alla luce un'anomalia temporale che rimette in discussione l'intera ricostruzione della tragedia.
L’avvocato Paola Cecchi, legale di Angela Dileva (compagna della vittima), ha depositato presso la Procura di Larino la copia forense del dispositivo di Costantini. L'analisi tecnica, condotta dal consulente informatico Luca Mercatanti, punta a estrarre ogni frammento di dato utile a ricostruire le ultime ore dell'uomo.
«Sui cellulari c’è gran parte della vita di una persona – ha spiegato l’avvocato Cecchi – e questi elementi, uniti alla perizia autoptica attesa per metà aprile, ci forniranno un quadro finalmente compiuto.»
Parallelamente, il legale della famiglia Costantini, Piero Lorusso, ha diffuso una nota parlando di una “svolta inquietante” emersa dai tabulati telefonici.
I dati dicono che alle ore 20:08:28 del 15 settembre 2025 dal cellulare di Andrea è partita una chiamata. Un orario che non quadra con i fatti finora accertati:
Ore 16:56: Ultimo segno di vita certo (Andrea stava etichettando prodotti).
Ore 20:08: Parte la chiamata dal suo smartphone.
Ore 20:30: I colleghi iniziano ufficialmente le ricerche.
L'interrogativo sollevato da Lorusso è drammatico: «Andrea era ancora vivo e ha cercato aiuto, oppure il telefono era nelle mani di qualcun altro che ha manipolato la scena?». Se la vittima non era in grado di utilizzare il dispositivo, la tesi del suicidio solitario verrebbe definitivamente demolita dalla presenza di terzi. A rendere ancora più fitto il mistero è il luogo del ritrovamento. La porta della cella frigorifera è stata trovata semi-aperta in un'area definita "a vista". Un dettaglio che, secondo la famiglia, rende ancora meno plausibile che nessuno si sia accorto di nulla per ore, alimentando il sospetto che il corpo possa essere stato spostato o la scena alterata.
Mentre la compagna Angela Dileva attende con angoscia risposte per sé e per il figlio piccolo, la Procura dovrà ora decidere se disporre un’ulteriore perizia tecnica per localizzare la posizione esatta del cellulare al momento della misteriosa chiamata delle 20:08. La verità sembra ora passare per i codici informatici e per i risultati dell'esame autoptico.






