Report Fondazione Gimbe: entro il 2028 andranno in pensione 55 professionisti molisani. Il rapporto medici-pazienti in regione resta tra i migliori d'Italia, mentre il Paese affonda nei deficit.

CAMPOBASSO – In un’Italia che fatica a garantire il medico di famiglia ai propri cittadini, il Molise emerge come una sorprendente eccezione. Secondo gli ultimi dati della Fondazione Gimbe, rilanciati dall'Ansa, la regione non registra la carenza cronica di camici bianchi che sta invece paralizzando i sistemi sanitari di Lombardia, Veneto e Campania.
Al 1° gennaio 2025, il carico medio per ogni medico di medicina generale in Molise è di 1.154 assistiti, un numero decisamente più sostenibile rispetto alla media nazionale di 1.383.
Sebbene la situazione attuale sia sotto controllo, il futuro richiede attenzione. Entro il 2028, sono 55 i medici molisani che raggiungeranno il limite dei 70 anni, lasciando il servizio. Un dato che, seppur modesto in termini assoluti (penultimo posto in Italia per numero di pensionamenti), si inserisce in un trend di progressiva riduzione:
Calo 2019-2024: Il Molise ha perso il 9,4% dei suoi medici di base.
Resilienza: La flessione è comunque più contenuta rispetto alla media italiana, che ha toccato il -14,1%.
Ricambio generazionale: Un segnale di speranza arriva dai nuovi concorsi. Nel 2025, i candidati per il corso di formazione specifica hanno superato i posti disponibili del 70% (7 aspiranti extra), contro una media nazionale di "sovraffollamento" dei bandi ferma al +26%.
Mentre Basilicata, Molise e Sicilia non soffrono di carenze immediate, il resto del Paese è in codice rosso. La Lombardia guida la classifica nera con un deficit di 1.540 medici, seguita dal Veneto (-747). In alcune regioni, la fuga dalla medicina generale è stata un'emorragia: la Sardegna ha registrato un crollo del 40,3% negli ultimi cinque anni. Nonostante i dati rassicuranti per il Molise, il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, lancia un monito severo sulla tenuta del sistema nazionale:
"La carenza dei medici di base affonda le radici in una programmazione inadeguata del passato. Oggi la professione ha perso attrattività: i cittadini faticano a trovare un medico vicino casa, con rischi crescenti soprattutto per anziani e pazienti fragili."
Il Molise, dunque, gode ancora di una posizione di privilegio assistenziale, ma il turnover dei prossimi tre anni sarà il vero banco di prova per mantenere questi standard di eccellenza territoriale.






