Il mercato del lavoro in Molise sta attraversando una fase di incertezze, con un calo dell’occupazione e un preoccupante aumento degli inattivi, un segnale di difficoltà che potrebbe mettere a rischio la stabilità economica della regione.

Campobasso/Isernia, 8 aprile 2025 - Secondo le stime riportate nel Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2025-2027 adottato recentemente dalla Giunta regionale, Il numero degli occupati è diminuito dell'1,8% rispetto allo stesso periodo del 2023, mentre a livello nazionale e nel Mezzogiorno si sono registrati aumenti rispettivamente dell'1,5% e del 2,5%. La diminuzione dei contratti a tempo determinato e l'instabilità economica sembrano avere un impatto diretto sulla qualità dell'occupazione, specialmente nei settori più tradizionali come l’agricoltura e l’industria. Il dato più allarmante riguarda però l'aumento degli inattivi, ossia le persone che, pur essendo in età lavorativa, non cercano attivamente un impiego. Nel 2024, il tasso di inattività in Molise è rimasto stabile al 33%, un livello preoccupante che riflette una parte della popolazione che, per vari motivi, non si inserisce nel mercato del lavoro. La mancanza di opportunità , la disillusione per la difficoltà nel trovare un impiego stabile, ma anche l'invecchiamento della popolazione, contribuiscono a questa crescita degli inattivi, alimentando il divario tra chi lavora e chi, purtroppo, non ha accesso a opportunità lavorative. In Molise, a maggio 2024, circa 3.150 famiglie (2,4% del totale) ricevevano l'Assegno di inclusione (Adi), un dato che si allinea alla media nazionale, ma è inferiore al 5,2% del Mezzogiorno. Anche l’innovazione appare in crisi. Il numero delle start-up innovative in Molise è diminuito del 19,8% nel 2024, una contrazione ben più marcata rispetto alla media nazionale. Questo dato riflette una mancanza di supporto alle nuove iniziative imprenditoriali e alle giovani generazioni che potrebbero contribuire a rilanciare il mercato del lavoro, soprattutto nei settori tecnologici e digitali. Senza una crescita delle start-up e dei settori innovativi, la regione rischia di restare ancorata a modelli economici obsoleti. Le ragioni di questi fenomeni sono molteplici e complesse. L’invecchiamento della popolazione, la difficoltà di attrarre investimenti e la carenza di politiche attive del lavoro sono solo alcune delle cause che contribuiscono al rallentamento dell'occupazione. Inoltre, la crescente disillusione dei giovani, che spesso vedono in altre regioni o all'estero maggiori opportunità , sta alimentando la fuga di cervelli, riducendo ulteriormente la capacità di innovazione e crescita. Per far fronte a queste sfide, il Molise ha bisogno di politiche regionali più mirate. È fondamentale un rilancio degli investimenti pubblici e privati, con particolare attenzione alle infrastrutture, all’innovazione tecnologica e alla formazione professionale. Solo con una strategia che promuova l'inclusione sociale e l'accesso al lavoro per tutti, la regione potrà affrontare il crescente numero di inattivi e tornare sulla strada della crescita sostenibile. Il Molise si trova ad un bivio: da un lato, si registrano segnali di ripresa occupazionale, dall’altro, il numero crescente di inattivi e la difficoltà di attrarre nuove iniziative imprenditoriali pongono interrogativi sul futuro della regione. È essenziale agire tempestivamente per affrontare queste problematiche, con politiche che incentivino l’occupazione giovanile, la creazione di start-up innovative e la stabilizzazione del lavoro. Solo così il Molise potrà sperare in una ripresa duratura e inclusiva.
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