Il Commissariamento: Effetti Negativi e Bilancio Vincolato

CAMPOBASSO – La questione della carenza di medici nel servizio sanitario pubblico, un problema di carattere nazionale, si acuisce in modo particolare nelle Regioni in Piano di rientro. Il Molise, commissariato dal 2009 per il rientro dal disavanzo sanitario avviato nel 2007, ne è un esempio lampante. A sottolinearlo è stato l'assessore ai Rapporti con i Ministeri per l'attuazione del piano di rientro sanitario della Regione Molise, Michele Iorio, intervenuto oggi in Aula per discutere una mozione presentata dai consiglieri di minoranza del PD, Alessandra Salvatore, Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli, volta a promuovere misure incentivanti per gli operatori sanitari che scelgono di lavorare in Molise.
"Credo che il commissariamento abbia raggiunto l'apice dei suoi effetti, molto negativi, per diverse ragioni," ha proseguito Iorio. L'assessore ha chiarito le conseguenze dirette di tale condizione: "Quando scatta il commissariamento, la Regione è soggetta come primo effetto a un aumento delle tasse e come seconda conseguenza quella di dover utilizzare il Bilancio esclusivamente per le spese obbligatorie."
Questo implica che "una Regione che è commissariata in sanità, lo diventa anche per il proprio Bilancio. Il che significa rendere difficile qualsiasi iniziativa economica sostenuta dal bilancio pubblico regionale." Le parole di Iorio mettono in luce le strette maglie finanziarie che impediscono alla Regione di agire con la dovuta flessibilità per attrarre e trattenere il personale medico, aggravando una situazione già precaria.
La discussione in Consiglio Regionale evidenzia la complessità della sfida che il Molise deve affrontare per garantire un'adeguata assistenza sanitaria ai propri cittadini, divisa tra la necessità di risanare i conti e quella di assicurare servizi essenziali in un contesto di crescente carenza di specialisti.






