Il sindaco di Isernia non arretra nonostante il maltempo e il "muro di gomma" delle istituzioni. «Quanto vale una vita qui?».
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ISERNIA – Il termometro scende, la pioggia batte sulla tela, ma la determinazione resta intatta. Piero Castrataro ha appena superato la sua ottava notte consecutiva in tenda davanti all’ospedale "Veneziale". Una protesta iniziata lo scorso 26 dicembre che ha trasformato il piazzale del nosocomio isernino in una trincea civile per il diritto alla salute.
Quella appena trascorsa è stata, per sua stessa ammissione, la prova più dura: il vento e il freddo sferzante di gennaio hanno messo a dura prova la tenuta fisica del sindaco, ma non quella politica.
Nonostante il clamore mediatico e il valore simbolico del gesto, dal "palazzo" non arrivano segnali. Castrataro ha denunciato un totale stallo comunicativo:
4 giorni fa: Inviata una richiesta formale di incontro urgente.
Destinatari: Vertici ASReM, Regione Molise e Struttura Commissariale.
Esito: Nessun riscontro. Un silenzio che il primo cittadino definisce amaro e inaccettabile.
«Tengo duro, non bisogna mollare — ha dichiarato Castrataro —. Ma la domanda resta sospesa nell'aria: quanto vale, in questo territorio, una vita umana?». La tenda davanti al Veneziale non è più solo il rifugio di un sindaco, ma è diventata il simbolo di una comunità che teme per il proprio futuro sanitario. Castrataro chiede un'azione condivisa per risolvere criticità che vanno dalla carenza di personale allo smantellamento dei reparti, ribadendo che la sanità non ha colore politico, ma risponde a un diritto costituzionale.
«Bisogna fare presto», ripete come un mantra. Nel frattempo, la sentinella della sanità molisana resta al suo posto, in attesa che qualcuno, a Campobasso o a Roma, decida finalmente di aprire il dialogo.






