L’ex magistrato di Mani Pulite difende il "Sì" al convegno nel capoluogo. Scontro aperto con la magistratura associata: Roberta D'Onofrio avverte: «È un vulnus alla Costituzione».

CAMPOBASSO – Il ritorno di Antonio Di Pietro nel suo Molise non passa mai inosservato, specialmente se il tema è quello che ha segnato la sua intera vita: la giustizia. L’ex PM simbolo di una stagione storica è approdato a Campobasso per un confronto serrato sul prossimo Referendum, un dibattito organizzato da Costruire Democrazia che ha messo a nudo le profonde spaccature tra chi vede nella riforma un'opportunità repubblicana e chi un pericolo per la democrazia.
Il tavolo, introdotto da Massimo Romano e moderato da Pino Ruta, ha visto schierarsi posizioni diametralmente opposte:
Per il Sì: Antonio Di Pietro e Daniele Colucci (Corte d’Appello di Napoli).
Per il No: Roberta D’Onofrio (Corte d’Appello di Roma) e Giovanni Fiorilli (Tribunale di Sorveglianza).
La giudice D’Onofrio ha lanciato l'allarme: «Questa riforma non ridurrà i tempi dei processi. Al contrario, colpisce l’autonomia del CSM prevedendo il sorteggio solo per i magistrati e non per la componente politica, creando una ferita profonda alle garanzie costituzionali».
Di Pietro ha risposto con la consueta schiettezza, difendendo la necessità di separare le carriere:
«Dobbiamo chiudere col codice fascista. In aula l'accusa e la difesa devono stare sullo stesso piano, ma chi giudica deve essere un arbitro terzo, che non appartiene alla stessa squadra del pubblico ministero. Questa riforma libera i magistrati dal cancro del correntismo che ha inquinato il CSM».
L'ex PM ha poi lanciato un appello alla cittadinanza per evitare la polarizzazione politica: «Non votate contro o a favore della Meloni. I governi passano, ma la Costituzione resta. Dobbiamo decidere nell'interesse dei cittadini che entrano in un tribunale».
A margine dell'evento, Di Pietro ha analizzato le recenti mosse del Viminale:
Fermo Preventivo: Una mezza promozione. «La formulazione attuale, che prevede sempre la convalida del magistrato, evita l'incostituzionalità. Solo l'autorità giudiziaria può limitare la libertà, mai il governo da solo».
Cauzione per manifestare: Bocciatura totale. «Incostituzionale. Il diritto di sciopero appartiene a tutti, non solo a chi ha i soldi per pagare una cauzione. Sarebbe una discriminazione censitaria inaccettabile». Il convegno di Campobasso ha confermato che la partita referendaria sarà tutto fuorché semplice. Mentre la magistratura associata teme l'indebolimento dei propri organi di autogoverno, figure come Di Pietro spingono per una svolta radicale che ridisegni il volto delle aule di tribunale.






