Bonamico e Di Giacomo rompono il silenzio: «Le indennità per i soli medici di Isernia sono illegittime». Poi l’affondo sul bilancio: «Conoscenza lacunosa delle funzioni».

CAMPOBASSO – Il "muro di gomma" denunciato dal sindaco di Isernia dalla sua tenda ha ora una voce ufficiale. La struttura commissariale, guidata da Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, ha diramato una nota durissima in risposta alle recenti dichiarazioni di Piero Castrataro. Una replica che non si limita a respingere le proposte del primo cittadino, ma ne mette in dubbio la competenza tecnica e le intenzioni politiche.
I Commissari iniziano con un secco "no" alle accuse di fallimento gestionale sollevate dopo il parere negativo dei revisori sul bilancio Asrem 2026.
La stoccata: Bonamico e Di Giacomo definiscono «lacunosa» la conoscenza del sindaco sulle competenze degli organi sanitari.
Il sospetto: I Commissari non usano giri di parole, parlando di un salto di livello — dal Pronto Soccorso di Isernia all'intero sistema regionale — che farebbe pensare a un uso della sanità «per organizzare campagne elettorali».
Il cuore della disputa resta la proposta del Comune di Isernia di finanziare con fondi propri i bonus per attirare medici al "Veneziale". La struttura commissariale ha reso pubblica la propria lettera di diniego, basandola su quattro pilastri normativi:
Uniformità di trattamento: Non si possono pagare di più i nuovi arrivati rispetto a chi è già in corsia da anni, né premiare Isernia a scapito di Campobasso o Termoli. Si creerebbe una «illegittima disparità ».
Regime di Piano di Rientro: Il Molise è sotto tutela governativa. Soluzioni adottate in regioni "sane" come la Toscana non sono né replicabili né legalmente possibili in un regime commissariale.
Diritto al LEA: La sanità deve garantire livelli di assistenza uniformi su tutto il territorio. Interventi "a macchia di leopardo" finanziati dai singoli comuni minerebbero questo principio.
Assenza dei Sindacati: Qualsiasi modifica al trattamento economico accessorio richiede il concerto delle organizzazioni sindacali e il rispetto dei contratti collettivi. Pur definendo l'iniziativa di Castrataro «apprezzabile e meritoria», i Commissari rispediscono la palla al centro. Se il Comune vuole davvero investire i propri soldi, deve farlo interfacciandosi direttamente con l'Asrem, unico ente competente per la gestione del personale. «La cittadinanza — concludono — si faccia un giudizio autonomo tra chi si muove nelle leggi e chi improvvisa fuori dal contesto legislativo».
Â
Â
LA NOTA DI RISPOSTA DEI COMMISSARI A CASTRATARO
In riscontro alla nota richiamata in oggetto, relativa alla prospettata estensione al Servizio Sanitario Regionale del Molise, ed in particolare al Presidio Ospedaliero “F. Veneziale†di Isernia, del progetto attuato dalla Regione Toscana, si ritiene necessario formulare alcune osservazioni. In via preliminare, va evidenziato che qualsiasi iniziativa finalizzata ad incentivare il personale sanitario in relazione a particolari condizioni di lavoro e di disagio, dovrebbe essere necessariamente ispirata al principio di uniformità di trattamento economico per tutto il personale che abbia la stessa qualifica e svolga le stesse mansioni, sia che si tratti di neoassunti che di personale già in servizio.
Ne consegue che eventuali misure incentivanti non possono essere circoscritte ai soli medici neoassunti del Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Isernia, ma dovrebbero estendersi all’intero personale già in servizio nell’area dell’Emergenza-Urgenza di tutti i Presìdi Ospedalieri della Regione Molise, facenti parte della stessa e unica Azienda Sanitaria Regionale, al fine di evitare ingiustificate e illegittime disparità di trattamento.
Nel merito, si evidenzia che:
• la Regione Molise si trova attualmente in Piano di Rientro e in regime di commissariamento da parte del Governo, in un contesto profondamente diverso rispetto ad altre realtà regionali, quali la Toscana, rendendo non possibili né replicabili modelli o soluzioni adottate altrove;
• Le Leggi nazionali di Bilancio per l’anno ‘25 e ’26 già prevedono che le regioni possano destinare una quota del proprio Fondo Sanitario Regionale ad attività aggiuntiva per il personale che opera in particolari condizioni di disagio lavorativo;
• l’attenzione rivolta esclusivamente al personale neoassunto determina una evidente disparità di trattamento rispetto al personale già in servizio, che opera quotidianamente nelle medesime e spesso più gravose condizioni lavorative;
• eventuali incentivi economici a compensazione da parte di Enti Pubblici, destinati a un solo Presidio Ospedaliero, non appaiono coerenti con il quadro complessivo delle criticità presenti in tutto il territorio, considerato che situazioni di carenza di personale, forse più rilevanti, sono presenti anche presso i Presìdi di Campobasso e Termoli, con volumi di prestazioni effettuate anche più consistenti;
• non risulta inoltre comprensibile la scelta di limitare l’eventuale intervento al solo personale medico, escludendo il personale infermieristico e le altre figure sanitarie, il cui contributo è essenziale per il funzionamento dei servizi di emergenza-urgenza;
• la Regione è tenuta a garantire l’erogazione uniforme dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) su tutto il territorio regionale, obiettivo che mal si concilia con interventi settoriali e territorialmente circoscritti.
Si evidenzia inoltre che qualsiasi ipotesi di incentivazione economica del personale sanitario, incidendo sulle condizioni di lavoro e sui trattamenti accessori, non può prescindere dal preventivo coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative, nel rispetto delle prerogative di confronto previste dalla normativa vigente e dalla contrattazione collettiva di riferimento.
Alla luce di quanto sopra, in presenza in ogni caso di un’iniziativa apprezzabile e meritoria, qualora l’Amministrazione Comunale di Isernia intendesse comunque destinare risorse proprie a sostegno del personale sanitario, si ritiene più appropriato che tale iniziativa venga valutata e condivisa direttamente con l’ASReM.
Quale ente datore di lavoro e soggetto competente in materia di organizzazione e gestione del personale, infatti, e con il supporto prezioso delle Organizzazioni Sindacali di settore, l’ASReM potrebbe adoperarsi in ogni direzione per individuare soluzioni praticabili. Tanto vale anche per una eventuale raccolta fondi volontaria da parte di cittadini.
Distinti Saluti
Il Commissario ad Acta
Avv. Marco Bonamico
Il Sub Commissario ad Acta
Dr. Ulisse Di Giacomo
Â
Â






