Svolta nelle indagini: i tre giovani arrestati per il sequestro di 20 kg di cocaina e hashish a Toro sarebbero indagati (in concorso) anche per il tentato omicidio avvenuto in Corso Bucci a ottobre. Si cerca un quarto complice.
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CAMPOBASSO – Un'imponente operazione investigativa sta tentando di ricomporre un quadro criminale complesso che lega un maxi-sequestro di droga in provincia con un brutale tentato omicidio avvenuto in pieno centro a Campobasso.
L'obiettivo principale della Procura di viale Elena è accertare un collegamento diretto tra i "magazzinieri" dell'enorme carico di stupefacenti scoperto in un'abitazione a Toro e l'aggressione finita a coltellate nell'appartamento del cosiddetto "grattacielo" di Corso Bucci.
Secondo indiscrezioni – che, pur non trovando ancora conferma ufficiale, provengono da ambienti investigativi – sulle posizioni dei tre giovani (due campobassani e un cittadino marocchino, tutti tra i 22 e 25 anni) arrestati per il sequestro di quasi 20 chili tra cocaina e hashish a Toro, graverebbero ora altre ipotesi di reato.
La Procura li avrebbe iscritti nel registro degli indagati, in concorso, per:
Tentato omicidio
Porto abusivo di arma bianca
Tentata rapina
Queste contestazioni richiamano direttamente il violento episodio di inizio ottobre, quando un 17enne fu accoltellato al nono piano del palazzo di Corso Bucci.
Gli inquirenti della Squadra Mobile stanno cercando di chiudere il cerchio, convinti che l’aggressione sia maturata proprio come un tentativo di rapina. L’elemento chiave è la droga: in quell’appartamento, infatti, sarebbe stata nascosta della sostanza stupefacente, poi misteriosamente scomparsa. Un dettaglio noto sin dalle prime ore, ma che oggi, alla luce dei nuovi arresti, assume un peso investigativo decisivo.
Nei giorni scorsi, gli investigatori avrebbero interrogato in carcere i tre giovani di Toro proprio su questi nuovi capi d'accusa.
La vera novità emersa è che i presunti responsabili non sarebbero solo i tre arrestati. A quanto pare, ci sarebbe almeno un altro ragazzo coinvolto – un quarto complice – che gli inquirenti stanno attivamente cercando.
La Squadra Mobile ritiene che il quadro non sia ancora completo: l'agguato tra il 3 e il 4 ottobre vedrebbe coinvolte più persone, tutte riconducibili all’ambiente dello spaccio nel capoluogo. Si continua a scavare per identificare chi manca all'appello.






