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1925 – 2025 · Cent'anni dalla nascita di Antonio Pettinicchi

2025-10-17 21:40

Redazione

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1925 – 2025 · Cent'anni dalla nascita di Antonio Pettinicchi

Campobasso – Isernia – Termoli

Con il patrocinio di: Consiglio della Regione MoliseComune di CampobassoComune di IserniaComune di TermoliFondazione Molise Cultura.

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A cento anni dalla nascita (Lucito, 25 ottobre 1925), il Molise rende omaggio a Antonio Pettinicchi, uno dei più autorevoli protagonisti dell'arte italiana del Novecento.
Un grande progetto espositivo diffuso, articolato in tre tappe — Campobasso, Isernia e Termoli — celebrerà l'eredità umana e artistica del maestro, riscoprendone la potenza espressiva, l'impegno civile e la visione poetica.

La rassegna, curata da Vincenzo Manocchio e Carmen D'Antonino, con la direzione artistica di Gennaro Petrecca e la collaborazione di Paolo Pettinicchi, si propone come un vero e proprio itinerario nella memoria culturale del Molise, riportando all'attenzione del pubblico l'opera di un artista che ha saputo trasformare il dolore e la marginalità in forza estetica e testimonianza universale.

 

LE TAPPE DEL CENTENARIO

  • CAMPOBASSO
    Fondazione Molise Cultura, via Milano 15
    22 ottobre – 16 novembre 2025
    Inaugurazione: 22 ottobre ore 18:00

Orari apertura: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 20:00

 

  • ISERNIA
    Spazio Arte Petrecca, corso Marcelli 177
    26 ottobre – 12 novembre 2025
    Inaugurazione: 26 ottobre ore 18:00

Apertura: martedì, giovedì e venerdì dalle 17:00 alle 20:00

Sabato e domenica su prenotazione


Alle ore 17:00, nella Sala Raucci del Comune di Isernia, si terrà la proiezione del film "PETTINICCHI" di Danilo Sergio, un ritratto intenso e profondo che restituisce la dimensione umana e sociale dell'artista, "dalla parte degli ultimi".

 

  • TERMOLI
    Castello Svevo
    7 novembre – 30 novembre 2025
    Inaugurazione: 7 novembre ore 18:00

 

UN OMAGGIO ALL'ARTISTA E ALL'UOMO

Pettinicchi, nato a Lucito nel 1925 e scomparso nel 2014, è stato pittore, incisore, disegnatore e docente.
Formatosi all'Accademia di Belle Arti di Napoli, ha interpretato con linguaggio personale e potente il dramma del mondo contadino, la dignità del lavoro e le contraddizioni del Mezzogiorno.
Le sue opere — oggi custodite in collezioni pubbliche e private, tra cui gli Uffizi, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma e musei internazionali — restano testimonianza viva di una ricerca espressiva profonda e coerente.

La mostra diffusa intende restituire la complessità del suo percorso artistico: dalle opere grafiche e incisorie alla pittura materica e visionaria, fino ai grandi cicli ispirati alla Divina Commedia.
Un viaggio che attraversa luce e ombra, dolore e speranza, e che trova nel volto degli umili e nel paesaggio molisano la sua più autentica ispirazione.

 

Come scrive la storica dell'arte Carmen D'Antonino:

"Nel centenario della scomparsa di Antonio Pettinicchi, la sua opera si offre alla rilettura come una delle esperienze più autentiche e coerenti della pittura italiana del secondo Novecento. Formatasi lontano dai grandi centri, ma intimamente radicata in un contesto culturale e geografico complesso come quello molisano, la ricerca di Pettinicchi attraversa oltre mezzo secolo di storia artistica mantenendo una sorprendente fedeltà ai propri principi espressivi".

Mentre lo storico dell'arte Vincenzo Manocchio sottolinea come:

"La sua pittura è una continua espressione di una natura viva, che narra la sua terra, il Molise, una terra che Pettinicchi aveva nel sangue, e questo suo dna lo scaricava con grande veemenza artistica dal pennello sulle tele con colori che accendevano gli animi e le emozioni dello spettatore. Ad Antonio non piaceva l'arte formale, i formalismi non erano nelle sue composizioni, non era un pittore alla moda lui dipingeva tutto quello che aveva dentro di sé, Antonio esprimeva tutta la sua autenticità senza avere alcuna remora; il carattere più intenso e vero della sua pittura lo aveva dentro di sé, la sua sofferenza e il suo dolore erano sempre presenti sia nel colore, sia nelle forme che a volte erano veri e propri squarci e sezioni di elementi di parti dell'anatomia del corpo umano. Entrare nell'arte di Pettinicchi significa capire la sua terra, i suoi contadini, le sue donne, la vita aspra che egli traduceva in pittura come atto di resistenza. Lui è il Molise."

Queste parole restituiscono la misura di un'arte che non si lascia confinare nei generi, ma che nasce come gesto etico, spirituale, profondamente umano. Pettinicchi non rappresenta: trasfigura. La sua pittura è materia che si fa pensiero, dolore che diventa luce.

Le celebrazioni del centenario, intendono riaffermare il valore di una figura che ha saputo parlare al mondo partendo dal cuore del Molise. Un artista per il quale la pittura non fu mai mestiere, ma resistenza silenziosa e fede nell'uomo.

 

UN PROGETTO DI RETE CULTURALE

L'iniziativa coinvolge istituzioni, fondazioni e amministrazioni locali, in un dialogo tra arte, memoria e territorio.
Il centenario non è soltanto un tributo, ma anche un invito a riscoprire un artista che ha dato voce alla sua terra e ai suoi abitanti, contribuendo a definire l'identità culturale del Molise.

Le tre tappe espositive — con mostre, proiezioni, incontri e attività divulgative — si propongono come un percorso unitario, capace di connettere luoghi, persone e generazioni nel segno dell'arte.