Il Governatore fa il punto a Palazzo D’Aimmo: «Liste d'attesa al 94%, siamo tra i migliori. Punto Nascita ed Emodinamica? Devono restare, ma serve una legge speciale per il Molise».

CAMPOBASSO – Non è solo una questione di conti, ma di sopravvivenza del territorio. A margine del Consiglio regionale di oggi, venerdì 23 gennaio, il Presidente della Regione Francesco Roberti ha tracciato la rotta per il futuro della sanità molisana. Tra la lotta al debito e la caccia ai medici, il messaggio è chiaro: il Molise non è il "fanalino di coda" d'Italia e merita un trattamento d'eccezione da parte di Roma.
Per Roberti, il rilancio delle corsie non passa dai nomi dei commissari, ma dalla qualità dei medici.
«Oggi la priorità è il disavanzo, ma stiamo lavorando pancia a terra con Asrem per acquistare tecnologie e, soprattutto, per assumere medici a tempo indeterminato», ha spiegato il Governatore.
Il punto di svolta saranno i concorsi per le Unità Operative Complesse: «Dobbiamo nominare i nuovi primari. Sono loro i leader che costruiscono le équipe e rilanciano l'attrattività dei nostri ospedali».
Contro chi dipinge una sanità molisana allo sbando, Roberti rivendica i numeri:
Efficienza: «Siamo al 94% di adempimento sui criteri ministeriali per le liste d’attesa, un risultato eccellente».
Mobilità Passiva: Grazie a un controllo di gestione più rigido avviato nel 2025, l'obiettivo è trattenere i pazienti in regione: «I molisani devono tornare a curarsi a casa loro».
Uno dei temi più caldi resta il mantenimento dei servizi salvavita in tutte e tre le province. Roberti è stato categorico su Emodinamica, Utic e Punti Nascita: «Non abbiamo mai ipotizzato chiusure. Ma siamo onesti: il DM 70 (Decreto Balduzzi) impone numeri che il Molise non ha. La legge dice che sotto i 500mila abitanti spetta una sola Emodinamica. Noi dobbiamo dimostrare al Ministero che la nostra orografia e la viabilità disastrata rendono vitale avere tre presidi. Serve una deroga politica e tecnica».
Roberti ha infine commentato il suo ruolo di coordinamento nell'Assemblea dei sindaci: «Più che una gratificazione, la leggo come una grande responsabilità . I sindaci si fidano di me e io non posso tradire questo mandato».






