Di Cristofano, presidente uscente, spiega le ragioni: "Decisione condivisa e necessaria, l'unica per evitare il commissariamento".
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PIZZONE – L'Unione dei Comuni "Alto Volturno" è stata sciolta. La decisione, definita "condivisa e necessaria" dal presidente uscente Vincenzo Di Cristofano, è stata presa a causa dell'impossibilità di garantire il regolare funzionamento dell'ente.
"La decisione è maturata dopo l'uscita dei Comuni di Acquaviva d’Isernia e Forlì del Sannio, che si sono aggiunti alla precedente uscita di Fornelli, aggravando una situazione già compromessa", ha spiegato Di Cristofano, che è anche sindaco di Pizzone.
Secondo l'ex presidente, l'Unione soffriva già di una "cronica carenza di personale". La normativa prevede che siano i Comuni membri a fornire le risorse umane, ma per i piccoli comuni rimasti questa condizione si è rivelata insostenibile.
Di fronte al rischio di un commissariamento, i sindaci e i consiglieri hanno scelto lo scioglimento volontario, considerandolo "l'unico percorso praticabile per contenere l’impatto amministrativo ed economico sugli enti coinvolti".
Di Cristofano ha sottolineato che non è stata una scelta presa a cuor leggero, ma la più responsabile, frutto di un dialogo costruttivo tra tutti gli amministratori. Ha anche ricordato i suoi tentativi di allargare l'Unione ad altri Comuni come Cerro al Volturno, Rocchetta al Volturno e Scapoli, che però non hanno mostrato disponibilità .
Nonostante la chiusura, il presidente uscente si augura che in futuro si possa riaprire il confronto sulla cooperazione intercomunale, ritenendola fondamentale per la sopravvivenza e lo sviluppo dei piccoli comuni. "Come recita un vecchio detto: 'Si chiude una porta, si apre un portone'", ha concluso Di Cristofano, sperando che lo scioglimento porti a una nuova fase di confronto e progettualità .






