Le criticità del piano

ISERNIA – I sindaci della provincia di Isernia minacciano una nuova "vertenza per non morire" se non verranno apportate modifiche al Piano Operativo Sanitario (2025-2027). La mobilitazione mira a difendere l'ospedale "Veneziale" di Isernia e il "Caracciolo" di Agnone, il cui futuro sarà discusso domani a Roma durante una riunione del tavolo tecnico ministeriale.
l piano attualmente in discussione prevede due punti critici per la sanità locale:
Il "Caracciolo" di Agnone verrebbe trasformato in un ospedale di Comunità, una misura fortemente contestata dai residenti e dalle amministrazioni locali.
Il laboratorio di Emodinamica del "Veneziale" a Isernia resterà attivo per soli 18 mesi, dopodiché verrà sottoposto a una verifica per valutarne la continuazione.
I sindaci, tra cui il presidente della Provincia Daniele Saia, sono compatti nella loro posizione. "Questa volta non deve essere un'iniziativa relegata all'Alto Molise, ma deve coinvolgere tutta la provincia di Isernia", ha dichiarato Saia, non escludendo l'organizzazione di una grande manifestazione a Roma.
Anche il sindaco di Isernia, Piero Castrataro, ha ribadito la necessità di un fronte comune, mentre il sindaco di Capracotta, Domenico Paglione, ha sottolineato l'importanza vitale dell'ospedale di Agnone per le aree interne, definendo il diritto a restare nel proprio territorio "sacrosanto". L'obiettivo è chiaro: "gli ospedali di Isernia e Agnone vanno salvati".






