Torna la marcia promossa dalla Diocesi e dall'Azione Cattolica. Strade colorate da fedi e culture diverse: i bambini guidano il corteo verso un futuro senza confini.

ISERNIA – Non sono solo passi sull'asfalto, ma un coro silenzioso che ha risvegliato il cuore della città . Isernia ha risposto "presente" all'appello della Diocesi di Isernia-Venafro e dell’Azione Cattolica Italiana, trasformando le vie del centro in un laboratorio a cielo aperto di multiculturalità e speranza.
Vedere le piazze riempirsi di volti provenienti da ogni angolo del mondo, incrociare sguardi di fedi differenti e ascoltare dialetti che si mescolano a lingue lontane è stato il regalo più prezioso di questa edizione. Per un giorno, le barriere sono crollate: l'unico idioma parlato è stato quello universale della Pace.
L'impeccabile coordinamento dell'Azione Cattolica ha permesso a questo momento di riflessione di non restare un esercizio astratto, ma di diventare un’esperienza tattile di fratellanza.
Il vero motore della marcia? L’energia dei bambini. Sono stati loro, con la spontaneità che solo l'infanzia possiede, i veri protagonisti e mediatori tra le diverse anime della comunità .
Accoglienza: Hanno abbattuto le diffidenze con un sorriso.
Dialogo: Hanno dimostrato che la convivenza non è un concetto politico, ma un gesto naturale.
Futuro: Hanno ricordato agli adulti che la pace è un cantiere che si apre ogni mattina. Oggi Isernia non ha solo marciato; ha dimostrato di essere, nei fatti, una "Terra in Pace". Una città che non teme il diverso, ma lo accoglie come parte di un mosaico più grande. Il messaggio lanciato dalle strade molisane è chiaro: la pace è possibile, basta iniziare a camminare insieme.






