Colto in flagrante dai Carabinieri durante uno scambio in centro. Sequestrati oltre 50 ml di sostanza detenuta illegalmente: l'uomo è ora ai domiciliari.

RIPALIMOSANI (CB) – Un insospettabile libero professionista è finito nella rete dei Carabinieri di Ripalimosani con l'accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L'arresto è scattato al termine di un'operazione lampo, frutto di giorni di appostamenti e pedinamenti tra le strade del borgo alle porte di Campobasso.
I militari dell'Arma, impegnati in un servizio di controllo del territorio, avevano notato movimenti anomali e "strani" scambi nel centro abitato. L'osservazione costante ha permesso di intervenire nel momento esatto della cessione: l'uomo è stato bloccato proprio mentre consegnava una dose di metadone a un cliente del posto.
Il tempestivo intervento ha impedito che la sostanza entrasse definitivamente in circolazione, consentendo ai Carabinieri di identificare sia lo spacciatore che l'acquirente.
Dopo il fermo in strada, l'attività d'indagine si è spostata nell'abitazione del professionista. La perquisizione domiciliare ha confermato i sospetti degli inquirenti:
Quantitativo: Sono stati rinvenuti flaconi di metadone per un totale superiore ai 50 millilitri.
Illegalità : La sostanza era detenuta senza alcuna prescrizione medica o autorizzazione sanitaria, configurando il reato di possesso ai fini di spaccio.
Analisi: Il metadone sequestrato è stato inviato ai laboratori specializzati dell’Arma per le analisi qualitative, necessarie a stabilire il grado di purezza e il numero di dosi ricavabili. Dopo le formalità di rito presso la caserma, e su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, il professionista è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. L'operazione sottolinea la costante vigilanza dei Carabinieri nei piccoli centri della provincia, volta a contrastare non solo lo spaccio di droghe "tradizionali", ma anche l'uso illecito di farmaci sostitutivi che, se venduti fuori dai circuiti medici, rappresentano un grave pericolo per la salute pubblica.






