Vertice tra sindaci e parlamentari: il POS va riscritto entro febbraio. Lancellotta rassicura su Isernia, Roberti blinda Agnone. Ma Castrataro non molla: «La tenda resta dov'è».

ISERNIA / AGNONE – Si riapre la partita per il futuro degli ospedali della provincia di Isernia. Il braccio di ferro sulla sanità molisana vive un momento di svolta: il Piano Operativo Sanitario (POS) elaborato dai commissari è stato dichiarato non valido e dovrà essere riscritto da zero entro la fine di febbraio. Questo "reset" burocratico apre spiragli concreti per il "Veneziale" e il "Caracciolo", che tornano al centro del dibattito politico nazionale.
Durante la conferenza dei sindaci a Campobasso, la delegazione parlamentare molisana ha lanciato un messaggio di rassicurazione. L’onorevole Elisabetta Lancellotta, fresca di interlocuzioni con il Ministro della Salute Orazio Schillaci, ha ribadito un impegno netto:
Nessuna chiusura: I reparti vitali di Emodinamica e il Punto Nascite di Isernia non saranno toccati.
Potenziamento: L'obiettivo non è solo la sopravvivenza, ma il rilancio delle unità operative.
Nonostante l'apertura, il sindaco di Isernia Piero Castrataro resta in trincea: «Segnali incoraggianti, ma vogliamo vedere tutto nero su bianco nel nuovo POS. La mia tenda davanti all'ospedale non si muove finché le promesse non diventeranno atti ufficiali».
Per Agnone, il dato certo è che lo status di Ospedale di Area Disagiata non è mai decaduto, proprio a causa dell'invalidità del vecchio documento commissariale. Il sindaco Daniele Saia ha incassato l'impegno del Presidente della Regione, Francesco Roberti, a difendere questa classificazione nel prossimo piano.
«Il Caracciolo deve restare un presidio fondamentale — ha commentato Saia —. Lavoreremo per blindare questo status e per incidere sulle riforme nazionali».
L'assemblea dei primi cittadini ha deliberato all'unanimità una linea d'azione aggressiva per riprendere in mano il controllo della sanità locale.
Commissario "Politico": Impegno ai parlamentari (Lancellotta e Della Porta) per affidare il ruolo di Commissario alla Sanità direttamente a Francesco Roberti, superando la gestione tecnica.
Assalto ai Decreti: Presentazione di emendamenti ai D.M. 70 e 77 (quelli che regolano gli standard ospedalieri) per adattarli alle esigenze delle aree montane.
Missione Roma: Richiesta di un incontro urgente con il Ministro Schillaci, che Roberti si è già offerto di organizzare a breve. Le prossime settimane saranno decisive. La Conferenza dei Sindaci ha chiesto che la bozza del nuovo piano sia messa in consultazione pubblica quanto prima. La politica molisana ha ora un mese per dimostrare che le rassicurazioni romane possono trasformarsi in servizi reali per i cittadini, prima che la pazienza dei territori — e la resistenza delle tende — arrivi al limite







