L'Associazione "Vecchia Cassino APS" lancia la 29ª edizione della Pasquetta Epifania. Un viaggio di 50 tappe tra storia, identità e il ricordo dei grandi maestri.

CASSINO (FR) – Ci sono melodie che hanno il potere di ricostruire ciò che le bombe hanno abbattuto. A Cassino, dove il 1944 ha lasciato cicatrici profonde nel cemento, l'anima della città torna a vibrare ogni anno grazie a un rito collettivo: la Pasquetta Epifania. Lunedì 5 gennaio 2026, l’Associazione "Vecchia Cassino APS" darà vita alla 29ª edizione di una manifestazione che è molto più di un concerto itinerante: è il battito cardiaco di una comunità che si riappropria delle sue radici.
Il cuore della notte sarà scandito dalle note originali del 1910, composte da Luigi Gentile e trasformate nel tempo in un inno cittadino dagli arrangiamenti di Alessandro Perillo e dalle parole immortali di Gino Salveti.
Quest'anno, il coro e i musici avranno un pensiero speciale per Pasqualino Gallone, l’ultimo testimone della Pasquetta anteguerra, scomparso lo scorso giugno a 96 anni. Sarà la prima edizione senza la sua memoria storica, ma il testimone è ora saldamente nelle mani del presidente Antonio Marzocchella e del Maestro Marcello Bruni, che dirige la Banda Don Bosco raccogliendo l'eredità dell'indimenticato Pio Di Meo.
Il viaggio, che toccherà oltre 50 stazioni per l'intera nottata, vedrà musici e cantori avvolti nelle tradizionali mantelle scure sfidare l'umidità della Città Martire. Nonostante il maltempo che minaccia la regione, l’organizzazione non si ferma. «Se pioverà , abbiamo già pronto un piano B con tappe in luoghi riparati», rassicura Marzocchella. Ma l'invito più accorato del Presidente è rivolto alle nuove generazioni:
“La Pasquetta Epifania è l’unica vera tradizione rimasta intatta della nostra amata città . Invitiamo i bambini e i giovani a seguirci lungo le strade: siete voi il futuro di questa melodia, affinché la nostra storia continui a vivere anche domaniâ€.
Partecipare alla Pasquetta Epifania non significa solo ascoltare un canto, ma schierarsi dalla parte della bellezza contro l'oblio. Mentre il coro attraverserà ogni angolo di Cassino fino all'alba, il messaggio sarà chiaro: la "Vecchia Cassino" non è un museo polveroso, ma un'emozione che cammina, canta e resiste, stagione dopo stagione.






