Smottamento tra i viadotti Aia di Lemme e Ponte del Rio. La Provincia di Isernia corre ai ripari: limiti a 30 km/h e semafori. Il Presidente Saia: «Senza fondi non possiamo garantire la sicurezza».

CASALCIPRANO (IS) – La terra torna a muoversi lungo la Strada Provinciale 59 "Fresilia", riaccendendo i riflettori sulla fragilità infrastrutturale del territorio. Un movimento franoso ha interessato il tratto compreso tra il viadotto Aia di Lemme e il viadotto Ponte del Rio, proprio nei pressi dello svincolo di Casalciprano, costringendo la Provincia di Isernia a un intervento d'urgenza per evitare rischi agli automobilisti.
Per arginare il pericolo e permettere i primi rilievi, l'Ente di via Berta ha emanato un'ordinanza che modifica drasticamente la circolazione nel tratto colpito dallo smottamento:
Senso unico alternato: Il traffico sarà regolato da un impianto semaforico h24.
Barriere di protezione: Installate barriere fisiche sulla carreggiata per delimitare l'area instabile.
Limite di velocità : Divieto assoluto di superare i 30 km/h per tutta la durata dell'emergenza.
Le restrizioni rimarranno in vigore fino a quando i lavori di messa in sicurezza non saranno ufficialmente conclusi.
L'episodio è diventato l'occasione per una dura riflessione politica da parte del Presidente della Provincia, Daniele Saia.
«La Fresilia ha bisogno di grande attenzione. Invieremo una nota alla Regione Molise per richiedere risorse extra, cercando di raschiare il fondo del barile anche attraverso l'avanzo di amministrazione», ha dichiarato Saia.
Il Presidente ha poi puntato il dito contro la gestione nazionale degli enti intermedi: «Il depotenziamento delle Province è un tema che la politica nazionale deve risolvere: senza fondi adeguati, garantire interventi rapidi ed efficienti sulle strade di nostra competenza diventa una missione quasi impossibile». La Fresilia si conferma ancora una volta un’arteria strategica quanto problematica per i collegamenti interni del Molise. Mentre la Provincia prova a gestire l’emergenza con le poche risorse a disposizione, la frana di Casalciprano resta un monito sulla necessità di una programmazione strutturale che vada oltre i semplici rattoppi semaforici.






