Dal 23 febbraio al Circolo Sannitico, venticinque scatti in bianco e nero dove i volti della partecipazione incontrano la forza semantica dei messaggi di libertÃ

NOTA ALLA STAMPA:
Le piazze non sono solo luoghi di transito, ma diventano teatri di una coscienza collettiva democratica che rivendica oggi il diritto di ogni donna a camminare nel mondo senza paura, libera da ogni confine imposto dalla prevaricazione. Con la mostra fotografica "MANIFESTA RESISTENZA", promossa dall'Aps Tèkne e dall'Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Campobasso, l'obiettivo di Michele Montano ha raccolto tra il selciato delle strade e il battito delle piazze l'essenza primaria della partecipazione spontanea che va oltre la cronaca, trasformando la protesta e la mobilitazione contro la violenza di genere in una narrazione antropologica sulla dignità e sul "fattore umano".
Il percorso espositivo, in mostra nei locali del Circolo Sannitico a Campobasso, dal 23 febbraio al 4 marzo, composto da 25 opere in bianco e nero, crea una pellicola statica dove ogni fotogramma invita a una sosta riflessiva attraverso immagini che rivelano una composizione rigorosa, dove cartelli scritti a mano diventano scudi semantici e i primi piani sono carichi di una consapevolezza magnetica. Qui, il bianco e nero di Montano non serve a estetizzare il dolore, ma a dare una forma scultorea alle resistenze personali e collettive, eliminando il rumore cromatico per far emergere la forza del messaggio e dichiarando una ferma opposizione alla fotografia della società dello spettacolo.
Il lavoro di Montano è un atto di studio e amore che trova le sue radici nella grande scuola italiana della fotografia di strada e sociale, arricchito dalla collaborazione e dal sodalizio intellettuale con Pino Bertelli. In questa visione, la fotografia diventa uno strumento di critica radicale contro la società dello spettacolo, rifiutando l'immagine patinata per ricercare la verità nuda dell'esistenza. Ma nelle foto in esposizione è evidente anche il richiamo a Tano D'Amico: come il maestro del "tempo dell'attesa", Montano cattura la tensione di una intera vita racchiusa in un singolo istante di piazza, realizzando non una foto rubata, ma una foto condivisa. Negli scatti in mostra a Campobasso si avverte inoltre quella stessa passione civile che fu di Letizia Battaglia, nella capacità di raccontare le donne non come vittime, ma come soggetti attivi e fieri che occupano lo spazio pubblico con i propri corpi e le proprie idee.
"Questo racconto fotografico non è un omaggio al percorso di lotta per i diritti della donna, è una testimonianza personale della difesa quotidiana dei diritti di tutti" dichiara l'autore, che mette da parte la ricerca dell'estetica fine a sé stessa per favorire l'essere. C'è ironia, c'è memoria, ma soprattutto c'è l'anima di chi non risparmia nulla alla società civile, chiedendo di essere visto nella propria interezza.
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Note sull'autore
Michele Montano si definisce un "agitatore culturale" e un "sognatore professionista". La sua poliedricità – da assaggiatore di cibi a libero camminatore – si riflette in una fotografia profondamente empatica, figlia di chi sa ascoltare prima ancora di scattare. La sua presunta "suggestione di sovrappeso" è in realtà il peso specifico di un uomo che vive il mondo con curiosità insaziabile e che, attraverso il mirino, continua a lottare contro l'effimero del sistema mediatico moderno per restituire dignità al reale.
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DOVE: CAMPOBASSO – CIRCOLO SANNITICO, VILLA FLORA
QUANDO: DAL 23 FEBBRAIO AL 4 MARZO 2026
APRE: ore 10,30 – 12,30 // 17,00 – 20,30   INGRESSO: GRATUITO






