Accolto il ricorso d'urgenza dei Comuni. Il presidente Ciliberti: «La chiusura mette a rischio partorienti e neonati». Il sindaco Castrataro: «Vittoria del territorio, ma la politica regionale ha fallito».

ISERNIA – Il Punto Nascita dell’ospedale "Veneziale" di Isernia resta aperto. Con un provvedimento d'urgenza destinato a far rumore, il TAR Molise ha congelato il decreto di chiusura del reparto che era stato inserito nel Programma Operativo Sanitario 2026/2028 della struttura commissariale.
Il presidente del tribunale amministrativo, Orazio Ciliberti, ha firmato il decreto monocratico n. 213 con cui viene accolta la domanda di misura cautelare e sospesa l'esecutività dello smantellamento del presidio. Una vittoria netta per il fronte del territorio guidato dal Comune di Isernia, affiancato dalla Provincia e dalle amministrazioni di Venafro e Sesto Campano, tutti rappresentati e difesi in giudizio dagli avvocati Michele Lioi e Stefano Viti. Nel ricorso d'urgenza depositato lo scorso 3 luglio, i legali degli enti locali avevano evidenziato non solo i vizi di illegittimità formale del piano di riordino sanitario, ma soprattutto l'enorme pericolo per la sicurezza pubblica. Tesi che il presidente del TAR ha fatto interamente proprie, mettendo nero su bianco la necessità di garantire un accesso rapido alle cure specialistiche:
“La prevista chiusura del Punto Nascita di Isernia potrebbe cagionare rischi e danni per la salute di partorienti e nascituri, in particolare per i casi di gravidanze a rischio, parti prematuri o altre minacce alla salute di gestanti e nascituri, a tutela dei quali sarebbe indispensabile la tempestività dell’accesso al Punto Nascita che assicuri le più sollecite ampie possibilità di intervento specialisticoâ€.
La decisione del tribunale ha immediatamente riacceso il dibattito politico sulla gestione della sanità pubblica in Molise, scatenando dure critiche all'indirizzo dei vertici regionali e della struttura commissariale.
Il sindaco Piero Castrataro: «Sconfitta per chi decide dall'alto»
Il primo cittadino di Isernia esprime soddisfazione ma non risparmia l'amarezza:
“Questa decisione a salvaguardia del Punto Nascita è l'ennesima a tutela della nostra sanità pubblica, ma resta il rammarico di fronte a una politica incapace di dialogare con le comunità . Tutto questo si sarebbe potuto evitare se ci fosse stato un confronto serio, un iter partecipativo reale anziché scelte calate dall'alto. Questa pronuncia del TAR è la prova del fallimento di un sistema e di una classe politica che, nascondendosi dietro ai tecnicismi, sta colpevolmente contribuendo allo smantellamento della sanità pubblica nella nostra provinciaâ€.
Giovancarmine Mancini: «Prima di tutto Isernia»
Sulla stessa linea il consigliere comunale di Alleanza per il Futuro, Giovancarmine Mancini, che rivendica la compattezza dell'assise civica:
“Le ragioni che abbiamo sollevato con forza in Consiglio Comunale sono state pienamente riconosciute dai giudici. Quando non si fanno spot elettorali ma si producono atti concreti e condivisi, i risultati a difesa della nostra gente arrivano. Per noi la tutela della salute viene prima di tutto: Isernia ha difeso e continuerà a difendere il suo ospedaleâ€.
La palla passa ora al giudizio collegiale: la discussione di merito sulla sospensiva del provvedimento si terrà davanti al collegio del TAR Molise il prossimo 2 settembre, data in cui si capirà se lo stop alla chiusura diventerà definitivo in attesa del giudizio di merito.








