Il perito della Corte d'assise conferma le conclusioni del consulente della Procura. Il processo si avvia verso le battute finali con la sentenza attesa per il 30 settembre.

BENEVENTO — Svolta giudiziaria nel procedimento per il duplice omicidio consumato a Paupisi. Secondo il professor Vincenzo Scarallo, incaricato dalla Corte d'assise di Benevento di eseguire la perizia psichiatrica, Salvatore Ocone — il 56enne arrestato nelle campagne di Ferrazzano dopo aver ucciso la moglie Elisa e il figlio quindicenne Cosimo e aver ridotto in fin di vita l'altra figlia Antonia — era capace di intendere e volere la mattina del 30 settembre dello scorso anno.
Secondo l'impianto accusatorio, l'uomo avrebbe aggredito i familiari utilizzando una pietra di circa 12 chili. Durante gli accertamenti medico-legali e psichiatrici è stato esaminato anche il periodo in cui l'imputato, affetto da una psicosi cronica delirante a sfondo mistico, avrebbe interrotto l'assunzione dei farmaci prescritti.
In un colloquio avvenuto in carcere, Ocone aveva giustificato il gesto sostenendo che la moglie fosse posseduta dal demonio e che l'uccisione dei familiari fosse un atto necessario per salvarli. Tuttavia, per il professor Scarallo, tali manifestazioni deliranti sarebbero in parte riconducibili alla detenzione e alla forte deprivazione affettiva successive ai fatti, oltre che a un tentativo postumo di dare un senso a quanto accaduto.
Le conclusioni della perizia confermano dunque pienamente il quadro già tracciato dal consulente della Procura, Alfonso Tramontano.
Il calendario del processo
Il dibattimento entrerà nel vivo nei prossimi giorni:
16 settembre: è prevista la deposizione in aula del professor Vincenzo Scarallo per illustrare i dettagli della perizia.
30 settembre: si terranno la discussione finale delle parti e la lettura della sentenza.







