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Mensa a Pozzilli, scoppia la protesta delle famiglie non residenti: «Pronti a ritirare i bambini e a trasferi

2026-08-24 19:13

Redazione

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Mensa a Pozzilli, scoppia la protesta delle famiglie non residenti: «Pronti a ritirare i bambini e a trasferirli altrove se non avremo risposte entro il 7 settembre»

nota alla stampa

I genitori dei piccoli alunni che frequentano l'istituto dell'infanzia annunciano sit-in sotto al Municipio. Una decisione che rischia di svuotare le classi — dove i non residenti sono la maggioranza — e di azzerare l’indotto economico nei negozi del paese. Nel mirino anche la qualità del cibo dei mesi scorsi.

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POZZILLI (ISERNIA) — L’apertura delle iscrizioni al servizio di mensa scolastica della scuola dell’infanzia per l’anno scolastico 2026/2027 ha scatenato un’ondata di furiose polemiche e il forte malcontento dei genitori dei bambini non residenti. Il bando ufficiale dell'Ente ha introdotto una disparità di trattamento economico che le famiglie penalizzate definiscono senza mezzi termini "profondamente ingiusta e discriminatoria". A far infuriare i genitori è in primo luogo il divario sul costo del singolo buono pasto, che per i residenti è di 2,80 euro, mentre per i non residenti schizza a 4,45 euro oltre I.V.A., una cifra che a fine mese pesa enormemente sui bilanci familiari. La rabbia è esplosa definitivamente quando i genitori hanno scoperto l'impossibilità totale di accedere alle agevolazioni: il documento comunale riserva infatti gli sconti per famiglie con più figli (2,30 euro per due figli e 1,70 euro per tre o più figli) e le esenzioni totali o parziali basate sulle fasce ISEE sotto gli 8.000 euro esclusivamente ai residenti nel Comune di Pozzilli. Una decisione che appare paradossale e che ha sollevato una durissima reazione da parte dei comitati dei genitori, i quali mettono in evidenza un dato numerico schiacciante: se l'istituto scolastico dell'infanzia a Pozzilli — un piccolo borgo di circa 2.500 abitanti — continua a esistere e a mantenere aperte le sue sezioni, è proprio grazie ai bambini non residenti, che oggi costituiscono la netta maggioranza degli iscritti rispetto ai pochi alunni residenti in paese. "Siamo di fronte a una vera e propria ingiustizia sociale, oltre che a un controsenso clamoroso", protestano i rappresentanti delle famiglie dei comuni limitrofi, sottolineando come l’amministrazione scelga di penalizzare economicamente proprio quel bacino di utenza che di fatto tiene in vita la scuola. Oltre a garantire la sopravvivenza stessa delle classi, i genitori dei non residenti ricordano anche il forte impatto economico sul territorio: la presenza quotidiana di queste famiglie da fuori paese genera infatti un fondamentale indotto commerciale per Pozzilli, con acquisti e spese di tutti i giorni fatti nei negozi alimentari, in farmacia, nei bar, nei tabacchini e nelle altre piccole attività locali. La mancanza di sconti e tutele colpisce così dei veri e propri motori economici della comunità, penalizzando nuclei familiari numerosi o in condizioni precarie solo perché risiedono fuori dal confine comunale, pur sostenendo attivamente il commercio del paese. Al caro-tariffe si aggiunge poi un profondo scontento legato alla gestione passata del servizio; i genitori ricordano infatti con amarezza come negli ultimi sei mesi dello scorso anno scolastico la mensa sia stata di scadente qualità, arrivando a prevedere persino la pizza a pranzo una volta a settimana e non aderendo, sembrerebbe, a nessun tipo di menù equilibrato o elaborato da nutrizionisti. Ma le famiglie annunciano che non si arrenderanno e sono pronte a una mossa estrema che decreterebbe la fine stessa dell'istituto: se il Comune non farà marcia indietro, i genitori sono disposti a ritirare definitivamente i bambini dalla scuola di Pozzilli per trasferirli in altri istituti scolastici dei comuni vicini. Una decisione drastica che svuoterebbe le aule, ma che per le famiglie diventa l'unica via d'uscita rimasta di fronte a un servizio che, oltre a essere diventato insostenibile economicamente, priverebbe i più piccoli del pranzo in comune, un fondamentale momento di aggregazione, socializzazione e crescita pedagogica essenziale per la fascia dell'infanzia. Prima di arrivare al trasferimento di massa e ai già promessi sit-in di protesta sotto la casa comunale, i genitori lanciano un ultimatum chiaro e perentorio alla giunta: entro il prossimo 7 settembre si attende una risposta ufficiale. Se per quella data l'amministrazione non aprirà a un tavolo di confronto per rivedere il regola