A quasi un anno dal tragico decesso del macellaio 38enne nel supermercato di Termoli, i genitori chiedono alla Procura di Larino di accertare le responsabilità aziendali. Nel mirino il lavoro in solitaria, la mancanza dei DPI obbligatori e i ritardi nei soccorsi.

LARINO / TERMOLI – Un nuovo fronte giudiziario si apre nel giallo legato alla morte di Andrea Costantini, il macellaio 38enne originario di Penne (Pescara) trovato senza vita il 15 settembre 2025 all'interno della cella frigorifera del supermercato di Termoli in cui lavorava.
A quasi un anno dalla tragedia, i genitori dell'uomo hanno formalizzato una nuova ed articolata denuncia-esposto tramite il proprio legale, l’avvocato Piero Lorusso, ipotizzando una serie di gravi violazioni della normativa sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/08).
Dall'incrocio tra le testimonianze e le immagini dei sistemi di videosorveglianza – che riprendono il lavoratore per l'ultima volta alle 17:02 – la difesa dei familiari ha individuato tre presunte falle organizzative nell'ambiente lavorativo:
Isolamento e lavoro in solitaria: Costantini sarebbe rimasto isolato per oltre tre ore e mezza all’interno dell'ambiente refrigerato senza la presenza di colleghi, né di un sistema di monitoraggio a distanza o di allarmi "uomo a terra" idonei a lanciare tempestivamente un segnale di emergenza.
Mancanza dei DPI di protezione: Al momento del ritrovamento del corpo, il macellaio non indossava la maglia d’acciaio, presidio di protezione individuale antitaglio ritenuto obbligatorio per chi svolge operazioni di taglio carni.
Carenza di vigilanza e soccorsi tardivi: Per la famiglia, il notevole ritardo con cui il personale di servizio si è accorto dell'assenza di Costantini dalla sua postazione ha precluso qualsiasi possibilità di intervento salvavita, palesando difetti nei controlli e nelle procedure interne. La famiglia del 38enne – che fin dal primo momento ha espresso fortissimi dubbi sull'ipotesi iniziale del gesto volontario – ha chiesto alla Procura di Larino di disporre accertamenti tecnici urgenti direttamente nei locali del supermercato, con un focus mirato sui meccanismi di sblocco d'emergenza dall'interno della stanza frigorifera.
I legali chiedono inoltre il formale sequestro del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) dell'azienda, l'acquisizione integrale dei filmati di videosorveglianza e la verifica analitica dei fogli presenze e dei turni di servizio per individuare i responsabili della sicurezza dell'attività commerciale. Spetterà ora agli inquirenti verificare se i profili di colpa contestati abbiano avuto un ruolo causale nel drammatico decesso.






