Il comitato 'Presidio per non morire' scende in campo per chiedere il ripristino dei collegamenti ferroviari dal capoluogo molisano, attualmente limitati a Bojano.

CAMPOBASSO - Campobasso torna a mobilitarsi per il diritto alla mobilità. Con la stazione ferroviaria cittadina chiusa e i treni diretti a Roma e Napoli costretti a partire da Bojano, il comitato 'Presidio per non morire' ha annunciato una nuova iniziativa pubblica per chiedere a gran voce il ripristino della tratta ferroviaria Campobasso-Bojano.
I punti chiave della mobilitazione
Domani, nell’aula consiliare di palazzo San Giorgio, il comitato presenterà un documento ufficiale contenente le linee guida per la riapertura della linea. Al centro del dibattito ci saranno diversi temi cruciali per la cittadinanza:
Il cronoprogramma dei lavori e dei ritardi accumulati.
Lo scostamento di tempi e costi rispetto alle previsioni iniziali.
L’affidabilità e la qualità del servizio di trasporto attuale.
La trasparenza verso i cittadini e le responsabilità di coordinamento.
Il documento verrà trasmesso direttamente all’assessore regionale ai Trasporti, Vincenzo Niro, e alla Consulta del Consumo e dell’utenza.
Le voci dell'incontro
“Ripartiamo da questo grave problema del capoluogo regionale privato della sua ferrovia e della sua stazione, che attendeva l’intervento di ‘riqualificazione’ per tornare moderna e autorevole ai suoi cittadini”, ha sottolineato Filippo Poleggi in rappresentanza del Presidio.
L'incontro pubblico, in programma a partire dalle ore 10:30, vedrà la partecipazione di figure istituzionali e rappresentanti del territorio, tra cui:
Marialuisa Forte, sindaca di Campobasso.
Elena Zanola, neo segretaria della Filt Cgil Molise.
Alessandro De Iasio, in rappresentanza del collettivo di giovani professionisti ‘Mamma ho perso il treno’.







