Prima seduta infuocata a Palazzo Berta. Il centrosinistra con Paglione e Centracchio frena le 'larghe intese' e pretende l'esclusiva. Dall'opposizione Manolo Sacco rivendica la Viabilità, mentre i moderati cercano spazio. Il presidente tra due fuochi.

ISERNIA – Esame di riparazione a settembre per la nuova amministrazione provinciale di Isernia. Come il più classico degli studenti fuori corso, il presidente Daniele Saia ha deciso di congelare la partita politica sulle deleghe operative e di rinviare ogni decisione a dopo la pausa estiva. L'obiettivo? Far stemperare i bollenti spiriti dei neo-eletti consiglieri, esplosi già nel corso del primo consiglio dell'assise di via Berta.
Quella che sulla carta avrebbe dovuto essere un'adunanza lampo pro-forma – convocata esclusivamente per la convalida degli eletti dopo le recenti votazioni – si è trasformata in un vero e proprio ring politico, scoprendo le ambizioni dei singoli e le spaccature interne.
A incendiare l'aula è stato Candido Paglione. L'esponente della lista vincente "Insieme per la Provincia" ha chiarito senza mezzi termini che il risultato delle urne consegna una maggioranza netta che deve governare in autonomia, senza inciuci o ruoli chiave concessi al centrodestra:
“Si apre una fase politica diversa nella quale vengono meno le ragioni che in passato avevano reso necessari assetti più ampi per garantire la governabilità. Pur nel rispetto del contributo offerto dai consiglieri del centrodestra nella passata consiliatura, oggi è il tempo della chiarezza”.
Sulla stessa linea d'onda anche Giuseppe Centracchio, il quale ha ribadito che, pur mantenendo un dialogo con l'opposizione, la governance dell'ente deve restare saldamente in mano al centrosinistra, soprattutto su snodi cruciali come Viabilità ed Edilizia Scolastica per rilanciare le aree interne prive di servizi.
A complicare la strategia di Saia ci sono le pretese individuali. L'ex delegato alla Viabilità Manolo Sacco (primo degli eletti dell'opposizione con un boom di voti ponderati) ha rivendicato apertamente la riconferma del suo incarico, citando un presunto patto d'onore stipulato con il presidente a fine 2023. Una dichiarazione d'attacco che ha creato forte irritazione tra i banchi della maggioranza, considerando anche le manovre di Sacco per entrare in Fratelli d'Italia (partito che aveva stoppato l'idea di Saia di una lista unica pacifica).
Nello scacchiere politico si inseriscono poi altre due correnti:
I moderati di maggioranza: Anna Ferreri ha reclamato visibilità, ricordando che il suo apporto è stato determinante per evitare un pareggio contabile nelle urne.
I dialoganti di minoranza: Cesare Pietrangelo e Giacomo Lombardi si sono smarcati dai toni duri di Sacco, invocando un "galateo istituzionale" e offrendo una collaborazione costruttiva per il bene del territorio, indipendentemente dall'incasso di deleghe di peso. La palla passa ora alla capacità di mediazione di Daniele Saia. Gestire un'assise con soli 6 consiglieri di maggioranza e 4 di opposizione richiede un equilibrismo perfetto: settembre rivelerà se questa pausa estiva sarà servita a ricucire i rapporti o se l'assegnazione delle deleghe farà saltare la tenuta della giunta provinciale.








