La violenta aggressione risale allo scorso 26 luglio. Il giovane ha colpito il rivale nel sonno causandogli ferite guaribili in 45 giorni e ha picchiato la ragazza intervenuta per difenderlo. Arrestato dai Carabinieri su ordine del Gip di Campobasso per atti persecutori e lesioni aggravate.

CASALCIPRANO / BOJANO – Un incubo di violenze, persecuzioni e aggressioni fisiche culminato in una brutale spedizione punitiva. Con le pesanti accuse di atti persecutori (stalking), lesioni personali aggravate e porto abusivo di armi, un ragazzo di 21 anni è stato arrestato dai Carabinieri e trasferito in carcere in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Campobasso, su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica.
La svolta nelle indagini è arrivata dopo l'ultimo, gravissimo episodio consumatosi lo scorso 26 luglio, quando il giovane ha rintracciato l'ex fidanzata nel luogo in cui si trovava in compagnia del suo nuovo partner.
Secondo quanto ricostruito minuziosamente dagli investigatori, il 21enne è riuscito a sorprendere la coppia. Approfittando del fatto che il nuovo compagno della donna stesse dormendo, lo ha aggredito brutalmente, colpendolo ripetutamente al volto con un tirapugni in metallo. La vittima ha riportato lesioni e traumi facciali severi, giudicati guaribili dai sanitari in ben 45 giorni.
Nel disperato tentativo di fare da scudo e difendere il compagno dalla furia dell'aggressore, è intervenuta anche la giovane donna. L'ex fidanzato, tuttavia, non ha risparmiato neanche lei, colpendola a sua volta e causandole un trauma cranio-facciale. Gli accertamenti successivi condotti dai Carabinieri della Stazione di Castropignano, sotto il coordinamento della Compagnia di Bojano, hanno permesso di squarciare il velo su una realtà ancora più complessa e dolorosa. L'aggressione del 26 luglio non è stata un fulmine a ciel sereno, bensì l'apice di un quadro persecutorio e vessatorio che andava avanti da tempo, fatto di minacce di morte, molestie continue e costanti condotte violente nei confronti della ex partner.
Nel disporre la massima misura restrittiva, il Giudice per le Indagini Preliminari ha valutato la particolare pericolosità del soggetto, desunta anche dal porto del tirapugni e dal contestuale ritrovamento di un coltello (portato senza giustificato motivo). Ritenendo concreto, attuale e stringente il pericolo di reiterazione di reati della stessa specie, il Gip ha sancito che la custodia nella Casa Circondariale di Campobasso fosse l'unica misura adeguata a garantire l'incolumità e la tutela delle vittime.






