Verdetto del Tribunale di Campobasso sull'estromissione dell'ex consigliere regionale dopo la controversa legge del 2020. Il giudice rigetta le indennità non percepite e il danno d'immagine: riconosciuto unicamente il danno biologico da stress post-traumatico.

CAMPOBASSO – Si chiude con un ridimensionamento drastico sul piano economico uno dei contenziosi giudiziari e politici più accesi degli ultimi anni in Molise. La Regione Molise dovrà risarcire ad Antonio Tedeschi la sola somma di 7.097 euro a titolo di danno biologico, per le conseguenze legate all'illegittima estromissione dal Consiglio regionale.
Lo ha stabilito il Tribunale civile di Campobasso con la sentenza pubblicata il 28 luglio 2026 a firma del giudice Rossella Casillo. Il magistrato ha rigettato quasi integralmente l'imponente pretesa risarcitoria avanzata dall'ex consigliere, che ammontava a circa 600mila euro complessivi.
La vicenda affonda le sue radici nella legislatura regionale avviata nel 2018. Tedeschi, terzo dei non eletti nella sua lista, era subentrato a Palazzo D'Aimmo come consigliere supplente dell'assessore Vincenzo Niro, sulla base della legge regionale 20/2017 che sanciva l'incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere.
Dopo una temporanea revoca dell'incarico a Niro e la conseguente uscita di Tedeschi, il 3 maggio 2020 Niro era rientrato in Giunta. A quel punto sarebbe dovuto scattare un secondo subentro per Tedeschi. La maggioranza dell'epoca approvò tuttavia la legge regionale 1/2020, che cancellò l'incompatibilità con efficacia immediata, sbarrando la strada del rientro all'Assemblea a Tedeschi e agli altri supplenti (Di Sandro, Matteo e Scarabeo). Successivamente, la Corte di Cassazione accertò che la norma non poteva agire retroattivamente sull'assetto scaturito dalle elezioni del 2018.
Nella motivazione della sentenza civile, il giudice ha chiarito che la responsabilità della Regione non risiede nell'attività legislativa in sé, ma nella gestione concreta della posizione di Tedeschi mediante l'applicazione retroattiva della nuova norma.
Una condotta qualificata come colposa per negligenza e imprudenza, che ha violato i principi di imparzialità , correttezza e buon andamento della Pubblica Amministrazione, oltre che il legittimo affidamento e il diritto di elettorato passivo dell'esponente politico. Il verdetto di Campobasso segna una netta difformità rispetto alle pronunce relative ad altri consiglieri supplenti coinvolti nella medesima vicenda. Il giudice ha respinto la richiesta patrimoniale da oltre 400mila euro per indennità non percepite e fine mandato, ricordando che i compensi per le cariche elettive hanno natura indennitaria e non retributiva: senza l'effettivo svolgimento delle funzioni in aula, il compenso non spetta. Stesso no per il danno alla reputazione e per la perdita di chance politica.
L'unica voce di danno riconosciuta è quella relativa alla salute psicofisica. La Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) ha riscontrato in Tedeschi un disturbo cronico dell’adattamento medio-lieve da stress post-traumatico causato proprio dall'estromissione dal Consiglio, quantificando un'invalidità permanente del 5 per cento.
Alla somma di 7.097 euro per il danno biologico si aggiungeranno gli interessi compensativi maturati dal 3 maggio 2020 e gli interessi legali, oltre al pagamento da parte della Regione delle spese legali (5.077 euro) e delle perizie mediche.






